Guida sul diritto musulmano dei paesi islamici – Parte 3

PARTE III – ISLAM E DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO

Negli ordinamenti dei paesi arabi è prevista l’applicazione agli stranieri della loro legge nazionale per le questioni di statuto personale, comprensivo delle successioni.
La difesa dei diritti e degli interessi dei musulmani è questione rilevante per l’ordine pubblico.

E’ di estrema rilevanza il PRIVILEGIO DI NAZIONALITÀ E DI RELIGIONE nei paesi arabi:

  • la presenza di un musulmano tra gli eredi (coniuge, figli, ascendenti), anche se il defunto non è musulmano, comporta l’applicazione della legge islamica, senza che sia possibile alcun rinvio alla legge straniera;
  • Lo straniero di religione musulmana viene sottratto all’applicazione della legge nazionale laica e sottoposto alle regole della legge religiosa.
  • Tutore con requisiti connessi al diritto fondamentale al rispetto della vita familiare, considerati congiuntamente all’obbligo di tener conto dell’interesse superiore del minore, esigono, in linea di principio, che sia concesso al suddetto minore un diritto di ingresso e di soggiorno al fine di consentirgli di vivere con il suo tutore nello Stato membro ospitante di quest’ultimo.

8 Cass. Civ., Sez. I, 28 dicembre 2006, n. 27592: In tema di capacità di effettuare il riconoscimento del figlio, disciplinata – sulla base delle norme del diritto internazionale privato (art. 35, secondo comma, della legge 31 maggio 1995, n. 218) – dalla legge nazionale del genitore, il principio di ordine pubblico internazionale che riconosce il diritto all’acquisizione dello “status” di figlio naturale a chiunque sia stato concepito, indipendentemente dalla natura della relazione tra i genitori, costituisce un limite generale all’applicazione della legge straniera.

Nella fattispecie all’esame della Suprema Corte, si trattava della legge egiziana, che recepisce, in materia di “statuto personale”, il diritto islamico, attribuendo all’uomo la paternità unicamente nell’ipotesi in cui il figlio sia stato generato in un “rapporto lecito”, e così preclude al padre il riconoscimento del figlio nato da una relazione extra-matrimoniale. In tal caso, stante la rilevata contrarietà all’ordine pubblico internazionale della norma straniera applicabile in base al sistema di diritto internazionale privato.

Secondo la Suprema Corte trova applicazione la corrispondente norma di diritto interno (art. 250 cod. civ.), la quale, in relazione alla capacità del padre di addivenire al riconoscimento del figlio naturale, si sostituisce integralmente alla norma straniera, ai sensi dell’art. 16, secondo comma, della citata legge n. 218 del 1995. (Rigetta, App. Roma, 19 Luglio 2004)

L’eventuale testamento redatto dal musulmano, con cui venga effettuata la scelta della legge italiana o comunque di una legge laica straniera quale legge che regoli la successione non verrà riconosciuto nel suo paese d’origine, salvo rare eccezioni.


— Leggi gli altri approfondimenti  — 

Parte 1Parte 3
CONDIVIDI
Notaio
Andrea Bonomo

Ciao, sono Andrea Bonomo e sono notaio a Torino e a Chivasso. Ti supporto in tutte le fasi dell’atto notarile che sia esso immobiliare, societario o di successione.

Richiedi
informazioni

Hai bisogno di informazioni? Compila il form e inviaci la tua richiesta!