La fideiussione è uno degli strumenti di garanzia più utilizzati nei rapporti bancari e commerciali.
Molto spesso viene richiesta per ottenere un mutuo, un finanziamento, un’apertura di credito o per garantire obbligazioni assunte da società e imprese.
Nella pratica, però, molte persone firmano una fideiussione senza comprenderne davvero le conseguenze giuridiche ed economiche.
È frequente, infatti, che genitori garantiscano i debiti dei figli, coniugi firmino per il partner oppure soci prestino garanzie personali per le obbligazioni della società, sottovalutando i rischi a cui si espongono.
Eppure la fideiussione può comportare responsabilità molto rilevanti: il fideiussore, infatti, si impegna personalmente nei confronti del creditore e, in caso di inadempimento del debitore principale, può essere chiamato a rispondere con il proprio patrimonio.
Negli ultimi anni, inoltre, il tema della fideiussione è stato al centro di importanti pronunce della Corte di Cassazione, soprattutto con riferimento alle cosiddette fideiussioni conformi allo schema ABI e alla nullità di alcune clausole considerate anticoncorrenziali.
Vediamo quindi cos’è la fideiussione, come funziona, quali tipologie esistono e quali aspetti è importante valutare prima di firmare.
- Che cos’è la fideiussione
- Come funziona la fideiussione
- Fideiussione specifica e fideiussione omnibus
- Le fideiussioni ABI e la nullità di alcune clausole
- La clausola di deroga all’articolo 1957 c.c.
- La fideiussione “a prima richiesta”
- I rischi della fideiussione
- Fideiussione e rapporti familiari
- Il ruolo del notaio
- Come capire se una fideiussione può essere nulla
- Conclusione
Che cos’è la fideiussione
La fideiussione è un contratto disciplinato dal Codice Civile attraverso il quale un soggetto, chiamato fideiussore, garantisce l’adempimento di un’obbligazione altrui.
In pratica, il fideiussore si impegna a pagare il debito nel caso in cui il debitore principale non adempia ai propri obblighi.
La caratteristica principale della fideiussione è quindi la presenza di tre soggetti:
- il creditore;
- il debitore principale;
- il fideiussore.
Si tratta di una garanzia personale, perché il fideiussore risponde con il proprio patrimonio presente e futuro.
La fideiussione può essere prestata:
- per mutui;
- per finanziamenti;
- per locazioni;
- per obbligazioni commerciali;
- per aperture di credito bancarie;
- per contratti di appalto o fornitura.
Come funziona la fideiussione
Quando il debitore principale non paga, il creditore può rivolgersi direttamente al fideiussore per ottenere il pagamento del debito garantito.
Molto spesso i contratti prevedono la cosiddetta solidarietà tra debitore e fideiussore.
Questo significa che la banca o il creditore possono chiedere il pagamento immediatamente al garante, senza dover necessariamente agire prima contro il debitore principale.
È proprio questo uno degli aspetti più delicati della fideiussione: chi firma non assume un semplice ruolo “formale”, ma si espone concretamente al rischio di dover pagare il debito con il proprio patrimonio personale.
Per questo motivo è fondamentale leggere attentamente il contratto e comprendere:
- importo garantito;
- durata della garanzia;
- clausole accessorie;
- limiti di responsabilità.
Fideiussione specifica e fideiussione omnibus
Le fideiussioni non sono tutte uguali.
La fideiussione specifica garantisce una singola obbligazione determinata, ad esempio un preciso mutuo o un finanziamento ben identificato.
La fideiussione omnibus, invece, ha una portata molto più ampia: garantisce tutte le obbligazioni presenti e future del debitore nei confronti della banca entro un determinato importo massimo.
Quest’ultima forma di garanzia è particolarmente utilizzata nei rapporti bancari con imprese e società, ma comporta rischi molto più elevati per il garante, proprio perché può coprire una pluralità di operazioni nel tempo.
Negli ultimi anni la fideiussione omnibus è stata al centro di numerosi contenziosi giudiziari legati allo schema ABI predisposto dalle banche.
Le fideiussioni ABI e la nullità di alcune clausole
Uno dei temi più discussi in materia di fideiussione riguarda le cosiddette fideiussioni conformi allo schema ABI.
Nel 2005 la Banca d’Italia ha ritenuto che alcune clausole predisposte dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) fossero anticoncorrenziali e in contrasto con la normativa antitrust.
Le clausole contestate riguardavano in particolare:
- la clausola di reviviscenza;
- la clausola di sopravvivenza;
- la deroga all’articolo 1957 del Codice Civile.
Successivamente la Corte di Cassazione, anche a Sezioni Unite, ha riconosciuto la nullità parziale di tali clausole quando riprodotte nei contratti di fideiussione a valle dello schema ABI.
La giurisprudenza più recente continua ancora oggi ad approfondire il tema, soprattutto con riferimento:
- all’estensione della nullità;
- alle fideiussioni specifiche;
- agli effetti concreti sulle azioni della banca.
La clausola di deroga all’articolo 1957 c.c.
Tra le clausole maggiormente contestate vi è quella relativa all’articolo 1957 del Codice Civile.
La norma stabilisce che il fideiussore resta obbligato solo se il creditore agisce contro il debitore entro sei mesi dalla scadenza dell’obbligazione principale.
Molte fideiussioni ABI prevedevano però una deroga a questa tutela, consentendo alla banca di agire anche oltre tale termine.
La giurisprudenza recente ha più volte dichiarato nulla questa clausola quando inserita nei modelli ABI censurati dalla Banca d’Italia.
Ciò può avere conseguenze molto importanti: in alcuni casi, infatti, la banca potrebbe perdere il diritto di agire contro il fideiussore se non ha rispettato i termini previsti dalla legge.
La fideiussione “a prima richiesta”
Un’altra clausola molto frequente è quella “a prima richiesta”.
Con questa previsione il fideiussore si impegna a pagare immediatamente quanto richiesto dal creditore, senza poter sollevare particolari contestazioni preventive.
Si tratta di una clausola particolarmente gravosa, perché rafforza notevolmente la posizione del creditore e riduce le possibilità di difesa del garante.
La presenza della clausola “a prima richiesta”, tuttavia, non trasforma automaticamente la fideiussione in una garanzia autonoma: anche questo aspetto è stato chiarito recentemente dalla giurisprudenza.

I rischi della fideiussione
Firmare una fideiussione significa assumere una responsabilità patrimoniale molto seria.
Il rischio principale è quello di dover rispondere personalmente dei debiti del debitore principale.
In caso di insolvenza, infatti, il creditore può agire:
- sul conto corrente del fideiussore;
- sugli stipendi;
- sugli immobili;
- sugli altri beni personali.
Molte persone sottovalutano anche un altro aspetto: la fideiussione può incidere sulla propria capacità di ottenere futuri finanziamenti, perché le banche considerano il garante già esposto economicamente.
Per questo motivo è importante valutare attentamente:
- la situazione economica del debitore;
- la sostenibilità dell’impegno assunto;
- la durata della garanzia;
- l’importo massimo garantito.
Fideiussione e rapporti familiari
Le fideiussioni vengono spesso firmate nell’ambito familiare.
È frequente che:
- genitori garantiscano mutui dei figli;
- coniugi garantiscano finanziamenti reciproci;
- familiari prestino garanzie per società di parenti.
Proprio in questi casi il coinvolgimento emotivo può portare a sottovalutare i rischi economici reali.
Molte controversie nascono infatti quando il debitore non riesce più a pagare e il fideiussore si trova improvvisamente esposto verso la banca per importi molto elevati.
Per questo è fondamentale non firmare mai una fideiussione senza aver compreso pienamente:
- le conseguenze patrimoniali;
- le clausole contrattuali;
- i possibili scenari futuri.
Il ruolo del notaio
In molte operazioni bancarie e immobiliari il notaio svolge un ruolo fondamentale anche con riferimento alle fideiussioni.
Il professionista può aiutare le parti a:
- comprendere il contenuto delle clausole;
- verificare la correttezza dell’operazione;
- valutare i rischi patrimoniali;
- chiarire gli effetti della garanzia.
La consulenza preventiva è particolarmente importante quando la fideiussione è collegata:
- a mutui immobiliari;
- a operazioni societarie;
- a compravendite;
- a garanzie familiari.
Come capire se una fideiussione può essere nulla
Negli ultimi anni molte persone hanno iniziato a verificare la validità delle fideiussioni sottoscritte con le banche, soprattutto quelle stipulate tra il 2002 e il 2005 secondo lo schema ABI.
La presenza delle clausole censurate dalla Banca d’Italia potrebbe infatti determinare una nullità parziale del contratto.
Tuttavia ogni situazione deve essere analizzata concretamente, perché la giurisprudenza continua a evolversi e non tutte le fideiussioni presentano le medesime caratteristiche.
Per questo motivo è sempre opportuno rivolgersi a un professionista per valutare:
- il contenuto della garanzia;
- il periodo di sottoscrizione;
- la presenza delle clausole contestate;
- gli eventuali effetti giuridici.
Conclusione
La fideiussione è uno strumento molto diffuso ma spesso sottovalutato.
Firmare una garanzia personale significa assumersi obblighi economici potenzialmente molto rilevanti e mettere a rischio il proprio patrimonio.
Le recenti pronunce della giurisprudenza hanno inoltre dimostrato quanto sia importante comprendere nel dettaglio le clausole contenute nei contratti bancari e le possibili conseguenze giuridiche.
Prima di firmare una fideiussione è quindi fondamentale valutare attentamente ogni aspetto dell’operazione, comprendere i rischi e affidarsi a professionisti qualificati in grado di fornire una consulenza preventiva chiara e completa.
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