Atto di donazione: cos’è e come funziona

La donazione è uno degli strumenti più efficaci e flessibili per gestire il patrimonio familiare e pianificare la successione ereditaria.

Tuttavia, molte persone ne sottovalutano l’importanza o non ne conoscono appieno le potenzialità. 

Abbiamo già approfondito il tema della successione ereditaria nel nostro blog quindi, se vuoi saperne di più, leggi il nostro articolo “Successione ereditaria: cosa devi sapere”.

In questo articolo, esploreremo come la donazione possa essere utilizzata per distribuire i beni in vita, quali sono i suoi benefici principali e come può essere integrata efficacemente nella tua pianificazione successoria.

Che cos’è una donazione?

La donazione è un contratto con il quale una persona (donante) decide di trasferire gratuitamente un proprio bene a un’altra (donatario) per spirito di liberalità, ovvero per puro desiderio di fare un regalo o aiutare economicamente il beneficiario.

Il bene oggetto della donazione può essere:

  • un immobile (casa, terreno, garage);
  • una somma di denaro;
  • un bene mobile di valore (auto, gioielli, opere d’arte);
  • diritti (usufrutto, servitù, partecipazioni societarie).

La donazione comporta un arricchimento per il donatario e un depauperamento per il donante.

Proprio per questo la legge impone che sia un atto solenne, con una forma precisa e controllata.

Chi può fare la donazione e chi la può ricevere

Colui che dona, il donante, può essere una persona fisica o una persona giuridica e deve avere la capacità di agire.

Non possono fare donazione, quindi, i minori di età, gli interdetti, gli inabilitati e gli emancipati. 

Nella donazione, è vietato che qualcuno agisca al posto del donante tramite la rappresentanza volontaria o legale.

Questo significa che solo il donante stesso può decidere e formalizzare l’atto di donazione, senza delegare questa responsabilità a qualcun altro, come un procuratore o un rappresentante legale.

La legge stabilisce che la donazione deve essere un atto personale e diretto del donante, assicurando così che la volontà di donare sia genuina e libera da influenze esterne.

La legge impedisce altresì che qualcuno decida di donare i beni di un minore, assicurando che il patrimonio del minore sia protetto fino a quando lui stesso non sarà maggiorenne e potrà prendere decisioni autonome sui suoi beni.

Come si fa una donazione: forma e ruolo del notaio

Il Codice Civile prevede che la donazione debba obbligatoriamente essere formalizzata con un atto pubblico davanti a un notaio, alla presenza di due testimoni (art. 782 c.c.). 

Questo vale soprattutto per beni immobili e mobili di valore rilevante.

Il notaio, in questo contesto, ha un duplice ruolo:

  1. Verifica la capacità del donante (deve essere pienamente consapevole e non in condizioni di fragilità o pressione).
  2. Garantisce che l’atto rispetti la legge, informando le parti su effetti, limiti e possibili rischi.

Nel caso di donazioni di modico valore, come piccoli regali o somme irrisorie, può essere sufficiente anche la forma verbale se il bene viene consegnato subito.

Quanto costa una donazione: imposte e franchigie

Dal punto di vista fiscale, la donazione è soggetta alle seguenti imposte:

  • Imposta di donazione (con franchigie e aliquote variabili in base al grado di parentela);
  • Imposte ipotecarie e catastali (applicabili solo in caso di donazione di beni immobili);

Le aliquote dell’imposta di donazione variano come segue:

  • 4% per donazioni tra coniugi e parenti in linea retta (figli, genitori), con una franchigia di 1 milione di euro;
  • 6% per fratelli e sorelle, con franchigia di 100.000 euro;
  • 6% senza franchigia per altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al terzo grado;
  • 8% senza franchigia per tutti gli altri soggetti.

Il notaio calcola con precisione le imposte da versare e le anticipa per conto del cliente, garantendo il corretto versamento allo Stato.

La donazione comporta dei rischi?

La donazione è il contratto col quale una parte – per spirito di liberalità – ne arricchisce un’altra, disponendo in favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione.

La donazione, perché sia valida, deve essere formalizzata attraverso un atto notarile alla presenza di due testimoni. 

Quali potrebbero essere i problemi?

In Italia, esistono regole precise sulla successione ereditaria che stabiliscono che una persona non può disporre liberamente di tutto il proprio patrimonio.

Ci sono delle “quote di legittima” che devono essere riservate per i familiari stretti, come il coniuge e i figli.

Se una donazione viola i diritti dei legittimari (cioè delle persone che hanno diritto a queste quote di legittima), questi possono chiedere la riduzione della donazione per ottenere la parte di patrimonio che gli spetta per legge.

In pratica, anche se si decide di donare qualcosa a qualcuno, bisogna fare attenzione a non danneggiare i diritti dei familiari stretti che hanno diritto a una parte del patrimonio.

Gli eredi legittimi non possono fare un atto formale di rinuncia alla loro parte di eredità per permettere una donazione finché il donante è in vita, in quanto gli stessi possono cambiare idea in qualsiasi momento e chiedere la loro parte di eredità dopo la morte del donante.

Tuttavia, anche le donazioni fatte in vita vengono “conteggiate” al momento della successione per calcolare il patrimonio complessivo.

Per approfondire l’argomento leggi il nostro articolo “Differenza tra donazione e successione”.

Donazione con condizioni e oneri

Il donante può decidere di mettere delle condizioni alla donazione, stabilendo che avrà effetto solo se si verifica un evento futuro e incerto.

Questo significa che, quando si firma il contratto di donazione dal notaio, la donazione non diventa subito effettiva e il beneficiario (donatario) non riceve immediatamente i beni.

Gli effetti della donazione si manifesteranno solo quando e se l’evento specificato si realizza.

È importante che questi eventi siano possibili e legali.

Il notaio ha un ruolo fondamentale in questa situazione, perché spiega alle parti i limiti e le regole legate all’uso delle condizioni nella donazione, assicurandosi che tutto sia chiaro e corretto.

La donazione può essere altresì accompagnata da un onere, che è un obbligo imposto al donatario, ovvero a chi riceve la donazione.

Questo obbligo può consistere nel fare qualcosa di specifico, sia per il donante sia per una terza persona o un gruppo di persone non specificamente individuato.

L’onere può essere un obbligo di dare, fare, o anche di non fare qualcosa.

Tuttavia, la legge stabilisce che l’onere non può superare il valore della donazione stessa.

Questo significa che l’obbligo imposto deve essere economicamente valutabile e proporzionato al valore della donazione.

Il notaio svolge un ruolo cruciale nel chiarire e garantire che l’onere sia legale e adeguato rispetto alla donazione effettuata.

Donazione con riserva di usufrutto

Chi dona un bene può riservarsi alcuni diritti su di esso.

La legge permette infatti al donante di riservarsi l’usufrutto sui beni donati. Ad esempio, si può donare una casa mantenendo per sé l’usufrutto, cioè il diritto di viverci per tutta la vita o di affittarla e prenderne i frutti, mentre la proprietà passa al donatario.

Questo significa che il donatario sarà il proprietario della casa, ma il donante potrà continuare a viverci finché è in vita.

In questo caso:

  • Il donante trasferisce la nuda proprietà;
  • Mantiene l’usufrutto vita natural durante.

Alla morte del donante, l’usufrutto si estingue e il donatario diventa pieno proprietario dell’immobile.

È una soluzione molto usata per donare ai figli una casa, senza perdere il diritto di abitarla.

Donazione indiretta: cos’è e quando si paga l’imposta

Oltre alla donazione diretta, esiste anche la donazione indiretta, che si verifica quando un soggetto arricchisce un altro senza formalizzare un atto di donazione.

Esempi comuni:

  • Il genitore paga direttamente la casa per il figlio;
  • Una persona intesta un immobile a un parente pur avendolo pagato di tasca propria.

In questi casi non si redige un atto notarile, ma la donazione è comunque considerata tale agli effetti fiscali e successori.

Se l’importo supera le franchigie, bisognerà pagare l’imposta di donazione. Inoltre, queste operazioni possono generare problemi tra eredi, specie se non sono state documentate.

Il consiglio è sempre quello di regolarizzare con l’assistenza di un notaio anche le donazioni indirette.

Donare una casa: attenzione ai vincoli

Una delle forme più comuni di donazione è quella di immobili tra genitori e figli.

Si tratta di una soluzione molto usata per aiutare un figlio a iniziare una nuova vita, oppure per anticipare la futura eredità.

Tuttavia, la donazione di un immobile ha impatti rilevanti:

  1. In passato la casa donata poteva essere difficile da rivendere o da ipotecare, perché acquirenti e banche temevano l’impugnazione da parte di altri eredi. La legge n. 182/2025 ha modificato gli articoli 561 e 563 del codice civile proprio su questo punto: il Notaio verifica caso per caso la disciplina applicabile, anche in base alla data della donazione. Per approfondire: le novità della Legge 182/2025 per immobili e successioni.
  2. Il beneficiario non può liberamente disporre del bene se esistono altri coeredi o soggetti legittimari lesi.

Una possibile soluzione è quella di assicurare il bene donato con apposite polizze, oppure di far intervenire tutti gli eredi legittimi nell’atto di donazione, per rendere il trasferimento più sicuro.

Per approfondire l’argomento leggi il nostro articolo “Donazione immobile ai figli: pro e contro”.

Donazione di aziende e quote societarie

La donazione può riguardare anche quote societarie o aziende.

Questo avviene spesso nei passaggi generazionali, quando un imprenditore decide di anticipare la successione.

La donazione d’azienda può avvenire:

  • A titolo personale, con trasferimento a uno o più figli;
  • Nell’ambito di un patto di famiglia, che garantisce maggiore stabilità e tutela anche per gli altri eredi.

Anche in questo caso, il ruolo del notaio è centrale, perché è necessario verificare il valore, la regolarità della società e gli equilibri successori.

Per approfondire leggi i nostri articoli “Passaggio generazionale di azienda” e “Patto di famiglia: cos’è, come funziona e perché può salvare l’impresa di famiglia”.

La revoca della donazione: quando è possibile?

La donazione, in linea generale, non è revocabile a piacimento.

Tuttavia, la legge prevede alcuni casi eccezionali:

  • Ingratitudine del donatario (offese gravi, danni fisici, rifiuto di assistenza al donante);
  • Sopravvenienza di figli (quando il donante scopre di avere figli, naturali o adottivi, nati dopo la donazione).

Fuori da questi casi, l’unico modo per annullare una donazione è l’accordo tra le parti con una nuova donazione in senso inverso o una risoluzione consensuale.

Affidarsi ad un Notaio per l’atto di donazione

In conclusione, la donazione è uno strumento prezioso per la gestione del patrimonio, ma comporta diverse implicazioni legali e pratiche che è fondamentale comprendere appieno.

Il Notaio può offrirvi una consulenza completa in materia di donazione, aiutandovi a valutare cosa comporterà nella vostra specifica situazione e garantendo che prendiate decisioni informate e ponderate.

Evitare di consultare il Notaio prima di effettuare una donazione potrebbe portarvi a sottovalutare rischi importanti o a non sfruttare appieno i benefici offerti da questo strumento.

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Ciao, sono Andrea Bonomo e sono notaio a Torino e a Chivasso. Ti supporto in tutte le fasi dell’atto notarile che sia esso immobiliare, societario o di successione.

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